Costruzione di case prefabbricate in legno antisismiche

Il rischio sismico legato ad una zona territoriale viene valutato di legge con una scala che va da 1 a 4, di cui 1 risulta essere il valore di rischio più alto e 4 quello più basso. Progettare una casa antisismica, secondo le norme è obbligatorio nelle zone a rischio 1, 2 e 3.

La costruzione di una casa antisismica è regolata da una serie di leggi e norme e regolamentata dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003 e il DM del 14 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2008. In particolare, il DM in questione definisce i principi per progettare, realizzare e collaudo di edifici con caratteristiche antisismiche.

La costruzione di case antisismiche realizzate tramite metodi tradizionali è legata all’utilizzo di cemento armato precompresso o vibrato con una struttura in ferro, il costo di questi materiali è però elevato e la sua produzione ha un alto impatto ambientale non rispettando i criteri di bioedilizia.

Un materiale utilizzato da molto tempo in zone con altissimo rischio sismico (ad esempio in Giappone) è il legno che inoltre è previsto e rispetta la normativa vigente in Italia.

Il legno è un ottimo materiale per la costruzione di case prefabbricate che rispettino la classe di rischio antisismico, perché possiede di natura tutte le caratteristiche meccaniche e fisiche per resistere alle sollecitazioni date da un evento tellurico: flessibilità, deformabilità e resistenza alle vibrazioni.

Studi recenti dell’università di Trento hanno portato all’effettuazione di test su una struttura multi piano che è stata esposta in un simulatore ad un terremoto con intensità pari al peggior sisma registrato nell’era moderna e i risultati sono stati sorprendenti.

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